A Corvara nel cuore della cultura ladina per scoprirne i sapori e tutta la bellezza

A Corvara nel cuore della cultura ladina per scoprirne i sapori e tutta la bellezza

La Val Badia è parte di quella che viene chiamata Ladinia, una regione alpina che comprende cinque valli caratterizzate da una lingua antica ancor oggi parlata, il ladino. Anche la cultura, l’artigianato, la cucina, le leggende accomunano questa ampia regione, le cui origini sono davvero antiche.

Come è stato possibile mantenere quasi intatti tutti questi aspetti è presto detto: siamo in una regione splendida, dominata dai massicci dolomitici, ma ovviamente le valli in cui le popolazioni si sono nel tempo insediate, proprio per la loro posizione sono state sempre isolate da tutte le altre civiltà e culture, preservando nel tempo la loro origine.

La lingua ladina, vero collante di queste valli che negli ultimi anni si stanno adoperando proprio per divulgarla e non rischiare che le nuove generazioni la dimentichino, nasce dopo l’annessione della regione dolomitica all’impero romano.

Fu probabilmente per comunicare con  i soldati e funzionari romani, che l’antica popolazione reta di queste regioni, adottò e trasformò nel tempo il latino, che divenne appunto ladino. Anche se ormai sono 15 secoli che, per influenze e dominazioni di altre culture, il ladino rischia di scomparire. Ma dato che siamo tra le Dolomiti e che gli uomini che vivono da sempre nelle valli hanno dovuto adattarsi e conformarsi alle difficoltà date dalla geografia del territorio, la loro forza e perseveranza hanno fatto sì che la lingua ladina sopravvivesse, così come l’artigianato, la cucina e le leggende che ancora oggi ogni bambino conosce fin dai suoi primi anni.

Vivere un soggiorno a Corvara in qualsiasi stagione dell’anno, proprio nel cuore di una di quelle antiche valli ladine, non significa solo vivere l’incanto della montagna, dei suoi panorami, degli sport e delle attività che solo qui si possono praticare, ma anche immergersi in un territorio che ancora oggi preserva e divulga la sua lingua e le sue antiche origini.

Ecco allora che già sulla tavola, semplice e fatta di pochi, essenziali e nutrienti ingredienti, proprio come la gente che abita la valle, tutti i profumi e i sapori della cucina ladina si ritrovano intatti.

In hotel come nei rifugi o nelle trattorie i piatti tipici della cucina ladina non mancano mai: la “panicia”, la tipica zuppa d’orzo; i “balotes”, gli gnocchi di pane più conosciuti come canederli; gli “gnoch da zigher”, semplici gnocchi con formaggio; i cancì checi, ravioli fritti di spinaci o patate; i “crafuns mori”, i “fëies da soni” e i “cütles” deliziose frittelle dolci ripiene di frutti rossi.

Una cucina tradizionale semplice, legata profondamente al territorio a cui appartiene.

Così anche l’artigianato, fatto di legno e tessuti, oggetti di uso quotidiano realizzati durante i lunghi mesi invernali fin dalle prime comunità che si stanziarono in valle

Un artigianato d’uso e sopravvivenza è diventato nel tempo artigianato artistico, non si può infatti partire dall’Alta Badia senza riportare a casa un semplice oggetto intagliato nel legno.

Per meglio conoscere la cultura e la storia di questa valle e i costumi ladini, una visita al Museum Ladin Ciastel de Tor, a 20 km dai Royal Hotels, è d’obbligo.

Ricavato proprio tra le mura di un antico castello, il museo è luogo dove poter allargare il proprio sguardo su tutta l’identità ladina fin dalle sue origini e capire il perché ancora oggi la popolazione, pur essendo solo una minoranza, si impegna tanto per preservarla.